Sono temi che interessano, in modo diretto e/o indiretto, tutti i cittadini quelli che proviamo a mettere insieme in queste righe. Sono temi che riempiono le pagine di giornali, trasmissioni TV ed ogni canale social. Sono temi che, però, affondano su di una sostanziale illusione: l’esistenza del soggetto politico “Europa”. La domanda principale, infatti, è una di quelle che fanno tremare le vene dei polsi: l’Europa esiste? Allora partiamo dalla geografia fisica, si studia alle elementari e dovrebbe essere patrimonio di tutti. In termini geografici l’Europa non è un continente, ma è una parte del continente euro-asiatico (Europa ed Asia).
Quindi, sotto il profilo geografico l’Europa come entità fisica non esiste. L’Europa sotto il profilo legislativo non esiste perché, di fatto, le normative europee coesistono unitamente alle leggi interne di ogni Paese e, del caso, vanno ad integrarle. L’Europa sotto il profilo socio-culturale è un calderone di entità diverse e tra loro, nel loro interno, distinte che, verrebbe da dire, è quanto di più, oggi, vivo e reale: una Europa dei comuni. L’Europa sotto il profilo geo-politico non ha mai avuto l’entità che poteva essere sperata, ovvero quella della confederazione di Stati di una Unione.
L’Europa non ha un Governo unitario, ma un Consiglio d’Europa che non fa altro che riunire entità di esecutivi diversi e distinti tra loro con interessi e volontà diverse quando non configgenti. L’Europa politica è totalmente inesistente perché non vi è una unità politica se non per scelte singolarmente condivise, ma non frutto di altro se non di una (momentanea) convergenza di interessi. L’Europa militare non esiste (ed è logica conseguenza che non esista non esistendo quella politica) perché non esiste un esercito europeo, ma solo una serie di eserciti nazionali soggetti alla sovranità dei distinti Paesi. Nessuno Stato membro dell’Europa ha limitato o annullato la propria autonomia, indipendenza e sovranità nazionale.
L’Europa è una entità per la quale nessuno morirebbe perché, di fatto, non ha un reale valore ed un reale confine. Fare queste considerazioni non significa essere anti-europeisti, anzi, esattamente il contrario. È anti-europeista chi vuole tacere tutto ciò e vuole tacere che ora è in mano a gruppi di potere che decretano dei criteri che poi emergono essere frutto di interessi personali e particolari. L’Europa che non c’è, doveva essere un soggetto politico espressione di una confederazione di Stati, mentre invece, è una mera “associazione” di liberi e sovrani Stati che si sono uniti in ragione di sfere d’interesse e finalità di convenienza.
Può apparire riduttivo quanto scriviamo, ma di fatto, la sovranità statale non è venuta meno in nessun settore (e ci mancherebbe) ed il vero laccio con il quale i Paesi “guida” hanno vincolato i Paesi meno prosperi è, appunto, la leva economica; il ricatto economico (si veda l’uscita del Regno Unito, costato ai britannici un “prezzo” che non tutti i popoli potevano pagare). L’economia unica (che non c’è) vincola i Paesi meno solidi e sempre di più li strangola andando così a limitare, di conseguenza, i diritti di questi. Ma come se non bastasse questo soggetto inesistente ha, addirittura, la velleità (giuridicamente infondata) di dichiarare guerra ad un Paese europeo: la Russia.
Non vi è chi non comprenda che un soggetto quale l’Europa non può dichiarare la guerra a nessuno per il semplice ed elementare motivo che tali determinazioni, semmai, risiedono nella autonomia e sovranità di ogni stato singolarmente considerato. Ecco perché il voto per un riarmo dei singoli Paesi non può vincolare i singoli Stati e non aderendo a ciò non siamo antieuropeisti, ma siamo liberi cittadini di uno Stato Sovrano che è l’Italia. L’Italia ripudia la guerra e non ha perso la propria sovranità: questo sia ben chiaro a tutti.
Peraltro, per quanto riguarda l’Italia vi è una norma nella Costituzione che ricorda che la Repubblica Italiana ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (Art. 11 Cost.). Né il riarmo né eventuali azioni possono essere decise dall’Europa in quanto tale che non ha alcuna natura giuridica in tal senso. Quindi, il riarmo dell’Europa non può costituire altro se non un mero proposito o suggerimento agli Stati adenti all’Unione che restano poi sovrani nella scelta se farlo o meno. Il vero rischio è che il riarmo lo faccia la Germania che è l’unico Paese economicamente in grado di farlo e quello che non lo dovrebbe fare per ragioni storiche che dovrebbero essere note: il Nazionalsocialismo. Di certo, l’Italia trova un impedimento al riarmo proprio nell’art. 11 Cost. che non è superabile.
Quindi, l’Europa fa solo delle esercitazioni lessicali o enuncia dei meri propositi, ma nulla più. Peraltro, queste direttive non vincolanti, nel caso di specie, fanno solo emergere una considerazione amara: l’Europa come era stata pensata nei trattati di Roma (1957) non si è assolutamente realizzata e l’unica cosa che si è ottenuto è una Unione per lo più su base economica che ha retto (in parte) ai venti avversi di questi decenni e nulla più. Sappiamo di affermare cose che non sono condivise e che i fini giuristi ci banchetterebbero per via dei vincoli giudiziari e legislativi in atto tra gli Stati, ma ricordiamo a costoro che se c’è tutto questo è proprio la prova che non esiste l’Europa come entità politica autonoma e con una sovranità di Stato federale.
Lo stesso Parlamento Europeo è un organo con poteri molto limitati e, pur essendo formato da parlamentari votati nei vari Stati, resta un organo che è, di fatto, subordinato alla Commissione che, al tempo stesso, non è un vero esecutivo, ma l’unione di più capi di governo che indicano, per certe materie ed in certe situazioni, scelte politiche comuni. Quello che, però, abbiamo assistito sino ad oggi è un mero dirigismo economico che non ha certo favorito i Paesi meno prosperi. Tutto, peraltro, apparve molto chiaro quando ci fu il disastro economico della Grecia che, invece di essere aiutata (si veda il PNRR o gli aiuti dati all’Ucraina) fu, di fatto, fatta fallire. L’economia greca è ancora oggi profondamente segnata da quanto accaduto e, di fatto, non ha più raggiunto il volume che aveva prima.
Si è sacrificato uno Stato dell’Unione come fosse un “corpo morto” e ciò fu e rimane una operazione moralmente e politicamente indegna e riprorevole. Veniamo alla Ucraina ed al meccanismo mediatico-pseudopolitico utilizzato per convincere le popolazioni dei Paesi dell’Unione che bisognava aiutare uno Stato che non fa parte dell’Unione e non fa parte dalla NATO. Fermo restando che il conflitto tra Ucraina e Russia non risale al 2022, ma al 2014 e che era stato bellamente ignorato, si devono fare alcune considerazioni molto antipatiche, ma crudelmente realistiche. La Russia dall’Europa è stata immediatamente rappresentata come lo stato aggressore e l’Ucraina come la nazione aggredita.
Si è, da subito, rifiutato (i tentativi sono stati di basso profilo e tardivi!) un approccio diplomatico e si è privilegiato aiutare (come non era mai successo nemmeno per uno Stato dell’Unione) un Paese che era estraneo all’Unione in nome di un “Demone” costruito a tavolino dalla nomenclatura europea e chiamato Russia. Un aiuto militare di rilevante entità ad un Paese extra Unione mascherato da aiuto alla democrazia: non c’è mai democrazia senza dialogo. Vi era questo assioma: difendere l’Ucraina è difendere la democrazia. C’è da chiedersi quale democrazia, ma ovviamente, non ce lo hanno detto (non lo sapevano nemmeno loro). Ma alla base degli eventi e della storia si deve anche sottolineare che non era proprio possibile un intervento diplomatico serio, visto che dal 2014 la diplomazia europea non aveva dato alcun peso al conflitto in atto e, oggi, viene da chiedersi il motivo di ciò.
L’aiuto all’Ucraina ha portato come conseguenza un impoverimento dei Paesi dell’UE (spese energetiche di molto aumentate), un intervento solo militare degli USA ed una situazione molto tesa con Mosca (cui sono applicate delle sanzioni). La Russia è il Paese “cattivo”, l’Ucraina il Paese “buono” e noi e gli USA quelli che difendono i buoni dai cattivi: banalizzazioni che, però, sono servite a coinvolgere i meno preparati tra i “sudditi” della mala informazione. In verità – e vi sono ampi reportage – dal 2014 al 2022 la guerra-guerriglia tra Ucraina e Russia ha avuto atti di grave violenza e barbarie da ambo le parti ed in particolare non si sono risparmiati atti di grave violazione delle convenzioni internazionali da ambo le parti.
Non è affatto vero che l’Ucraina sia necessariamente “buona” e la Russia sia naturalmente “cattiva”. La storia rifugge da tali semplificazioni e rifugge da tali idiozie. La verità è che l’occidente (Europa e USA) non hanno voluto vedere la crisi Russia-Ucraina fino a quando la Russia ha operato un atto militare strutturato con l’invasione “formale” e reale del territorio di Kiev. La nazione russa invadeva la nazione ucraina e da lì l’idea semplicistica che fa della Russia lo stato ”canaglia”. Ma cosa hanno in comune Russia ed Ucraina (al di là di quei 100 anni di storia insieme)? Sono nazioni dell’Europa, di quella Europa che in un sogno futuro e possibile (auspicabile) potrebbe essere unita con queste nazioni incluse e non escluse. La miopia (o l’interesse) dell’Unione Europea ha fatto in modo di creare due entità che si confrontano e di rendere la Russia non solo il nemico dell’Ucraina, ma il nemico del Mondo: il Male Assoluto. Non intendiamo giustificare la linea politico-militare russa che è del tutto sbagliata e frutto di un progetto egemone che va fermato, ma se viene fermato con le armi si crea un “martire” ed un vero e proprio Stato che, di fatto, viene attaccato da più Stati: una vittima internazionale.
Infatti, l’Europa che non brilla per coraggio, e tanto meno i suoi burocrati, non entra in guerra (ci mancherebbe), ma invia armi ed aiuti militari all’Ucraina e tanti soldi che non si sa bene dove vadano a finire. Non vorremmo pensare male, ma le continue richieste del Presidente Zelensky non brillano per chiarezza. Non sarebbe la prima volta che un Presidente si fa “scorte” di denaro, nonostante che tale denaro fosse destinato alla popolazione ma ovviamente è solo una ipotesi. Non abbiamo prove, ma poniamo legittime domande a fronte di un fiume di miliardi di euro di cittadini europei che quei soldi se li sono ampiamente sudati.
L’Europa fa lottare, formalmente, l’Ucraina da sola, ma l’aiuta a reggere l’urto dell’”Orso russo”. Tutto ciò, sotto l’ombrello della vecchia amministrazione USA (democratica). Il gioco apparentemente rende, ma nemmeno tanto a fare bene i conti. L’Ucraina ed il suo popolo finiscono per essere i soggetti che fanno le spese più alte della mancata attività diplomatica dell’Europa. Il territorio dell’Ucraina viene distrutto e si assiste alla “balcanizzazione” dello stesso: solo macerie e morti da ambo le parti. Non vi sono palazzi in piedi e tutto è macerie, ma l’Unione manda ancora aiuti e sostiene che le forze russe siano allo stremo (una evidente bufala, come lo era quella del 2022 relativa alla “mazzata” alla Russia per via delle sanzioni economiche applicate). L’Europa è incapace di prendere in mano l’unica carta seria: quella diplomatica.
Incapace anche perché troppo compromessa sul piano della guerra, degli aiuti militari e della militarizzazione dell’area. L’Europa, di fatto, non è in grado di poter intavolare un dialogo diplomatico con la Russia perché, di fatto, non esiste nemmeno in questo conflitto essendo rimasta ai margini. La nuova amministrazione Usa (conservatrice) ha un compito ben chiaro: ridurre le spese per chi non è americano e/o fuori dal territorio nazionale.
Già Biden non era propenso ad un vero e proprio coinvolgimento americano nell’area sotto il profilo bellico e Trump lo è anche molto meno (anzi, per meglio dire: per nulla). La nuova amministrazione non è di questa idea – e lo ha espresso chiaramente per una ragione di base e di fondo: ogni dollaro deve essere speso per gli americani in territorio americano. Ecco perché il Presidente Trump intavola da prima una interlocuzione con la Russia e poi ci prova con l’Ucraina. Non vuole più che dollari americani vadano ad arricchire e foraggiare interessi altrui e le tasche di giullari prestati alla politica su conti in paradisi fiscali (possibili). In questa ottica che non è di Pace vera, ma di Pace necessitata l’Ucraina è lo Stato che ne fa le spese, che paga la sanzione più alta.
L’Ucraina è sola, è sempre stata sola, è stata aiutata per un fine sbagliato che era quello di difendere la democrazia con le armi e, soprattutto, l’Ucraina e la Russia hanno conti in sospeso da oltre 10 anni. Non possiamo e non dobbiamo ricondurre il conflitto russo-ucraino solo all’arco di tempo del 2022-2025, ma al periodo di più ampio respiro e conseguenze dal 2014 al 2025. Se da un lato abbiamo gli USA che vogliono una pace (basta che sia) ed una Ucraina al collasso (se già non è arrivato) la risposta della UE di riarmo dei Paesi membri, oltre ad essere impraticabile per le ragioni addotte della inesistenza di una politica dell’Unione e tantomeno di una politica militare dell’Unione, appare esser una ennesima dimostrazione di incapacità di prendere decisioni dirette ed impegnative verso una Pace vera.
La mossa degli USA non è per favorire l’Ucraina, ma molto più miseramente per smettere di dare soldi fuori dai confini degli “States”. Manovra che fa il paio con i dazi (entrati in vigore il 02.04.2025) che, in realtà, sono la peggiore scelta economica possibile anche per il Paese che li impone (magari andrebbe spiegato a Trump ed alla sua amministrazione). L’Europa del tutto incapace, perché non esiste come soggetto politico, della guerra Russia-Ucraina pensa ad un mero “armiamoci, ma non si parte” e riguardo ai dazi è del tutto incapace di dialogare con gli USA almeno come soggetto unitario.
Occorrerebbe una visione molto più aperta e priva di rigidi schematismi, ma non si può chiedere di prendere scelte coraggiose a chi sino poche settimane fa pensava ai tappi delle bottigliette di plastica. Da un lato tutto l’occidente è, assolutamente, evidente che non può fare a meno dell’America e l’Europa degli stati non può fare a meno di una pace in Europa che non umili nessuno né l’Ucraina distrutta ed in ginocchio né la Russia che ha mosso le truppe a febbraio del 2022 verso Kiev. La guerra ed il “dialogo” delle armi non è mai una soluzione. La realtà delle cose imporrebbe una reale presa di coscienza ed una nuova linea di dialogo con gli USA, ma è impossibile farlo come Unione Europea, ma è possibile attuarlo tra Stati e con la Russia riprendere quel dialogo che si deve ad uno Stato che ha liberato il Mondo dal Nazismo e ha pagato con milioni di vittime la liberazione della “cara e vecchia” Europa.
Occorre fare un passaggio culturale e di strategia e non avere più l’idea del Nemico, ma dello Stato con il quale si deve dialogare e si deve trovare un punto di accordo. Il Presidente della Ucraina, Zelensky, ci rappresenta che di Putin non ci si può fidare, ma che dire del simbolo che porta nella mimetica che ricorda le origini monarchiche di Kiev e, quindi, non democratiche? Noi dobbiamo fidarci degli ucraini che hanno fatto operazioni di rastrellamento nel Donbass prima del 2022? La guerra è un “demone” che si alimenta di male e va ripudiata come concetto. La democrazia è e resta, comunque, dialogo ed il dialogo include che lo si debba fare anche nei confronti di soggetti non del tutto inclini alla democrazia come Kiev e Mosca. La situazione in se è seria perché l’Europa appare incapace di trovare una via per le trattative di pace e spinge Kiev nelle braccia della guerra continua alla Russia con tutto ciò che può accadere.
Soprattutto se Trump, in questa idea di “autarchia” dispone un vero e concreto disimpegno rispetto agli aiuti all’Ucraina. Se ci pensiamo bene lo spettacolo alla Casa Bianca era la punta dell’iceberg di una vera e concreta presa di posizione americana. Lo spauracchio della guerra nucleare non può essere preso tanto per il sottile, nessuno ci crede fino in fondo, ma non vorremmo provare “l’effetto che fa”. Vi sono, però, delle certezze indiscutibili:
- l’America come l’abbiamo conosciuta dopo il 1945 non c’è più;
- la Russia è nell’Europa, come cultura e tradizione, e questo deve essere tenuto in considerazione;
- l’Ucraina non è un Paese che può fare parte dell’Unione Europea perché non ha le caratteristiche, ma ha diritto ad essere Paese sovrano non sottoposto ad alcuno;
- l’Unione Europea è una entità non finita e non definita e deve prendere la forma giuridica di una confederazione di Stati, ma vi vorranno decenni.
Altra certezza assoluta è che, adesso, occorre una Pace dignitosa per tutti i soggetti contendenti, nessuno escluso. Da ultimo – ma meriterebbe una ulteriore analisi – vi è la NATO che senza gli Stati Uniti d’America o con il loro apporto molto limitato, rischia di divenire una realtà in operativa ed inutile. La NATO meriterebbe una riflessione a parte che non può essere svolta in questo scritto, ma ci preme significare l’importanza strategica e militare che ha sempre costituito. Una realtà va, però, sottolineata: la NATO con la scomparsa dell’Unione Sovietica ha perso il suo contraddittore naturale che era il “PATTO di VARSAVIA”. La NATO, oggi, si atteggia ad una struttura strategica militare, ma depotenziata sotto il profilo politico-militare dalla “caduta” in disgrazia dell’URSS. La Russia di oggi non è nemmeno lontana parte dell’Unione Sovietica sia sotto il profilo politico sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo sociale.
La Russia, però – e questo va considerato – ha mantenuto ed ampliato l’arsenale militare nucleare. Quindi, la Russia sotto il profilo militare è una potenza mondiale nucleare di primo livello. Non vi è chi non possa vedere che la Russia va tenuta in grande considerazione sotto questo profilo e, quindi, la deterrenza NATO può essere l’unica in grado di controbilanciare l’effetto Russia quale potenza militare. La Russia oggi – purtroppo – non è per nulla un Paese democratico, ma è un Paese a forte propensione dittatoriale con il pieno consenso di un popolo schiacciato dalla povertà e dalla incapacità di contrapporsi al suo interno ad una forza dittatoriale anche occulta senza pari che elimina chiunque si metta di mezzo. La Russia è oggi un Paese che ha un arsenale nucleare e che non risponde a criteri di democrazia compiuta. Di fatto è un potere politico dispotico che elimina senza alcuna remora i suoi avversari politici.
Sul lato USA è finita (forse) l’era interventista delle amministrazioni americane nel Mondo per portare la “democrazia” e, quindi, il Mondo è orfano di questo agire, ma se i Paesi ritrovano un equilibrio di Pace, la futura diplomazia potrà avere migliori speranze in situazioni di crisi che, di sicuro, ci saranno. Ultima considerazione va fatta sulla scellerata idea del riarmo che la Presidente della Commissione Europa vorrebbe imporre al solo beneficio di un riarmo tedesco. La Russia è una potenza nucleare e, come tale, possiede e potrebbe utilizzare l’arsenale nucleare se fosse costretta.
Chiediamo alla Presidente della Commissione a quale riarmo pensa, a quello nucleare? Se fosse così bisognerebbe farle capire che non avrebbe il tempo per realizzarlo e per pentirsene. Saremo tutti morti: americani, europei, africani, asiatici, cittadini dell’Oceania e russi, ovviamente, compresi. Uno scenario apocalittico nel quale rimarrebbero in piedi solo scheletri di case, di animali e di quelli che chiameremo Homo Sapiens che di sapiente non ha proprio nulla.