“Maledetta primavera”, un film da evitare? Forse…

Articolo di Gordiano Lupi

Me l’ero perso al cinema e l’ho recuperato su Rai 5 – che passa i film senza pubblicità – e ho capito il motivo per cui il mio istinto cinefilo mi aveva sconsigliato la visione. La sola cosa riuscita del film è la colonna sonora, il merito va a Riccardo Sinigallia e a Loretta Goggi che canta il pezzo principale, pure titolo del film. Per il resto buio assoluto, pur avendoci messo tutta la mia buona volontà, mi sono trovato davanti a dei casi (frequenti) in cui il nostro peggior cinema incontra la nostra peggior letteratura. E qui guarda caso coincidono, perché il capolavoro letterario è opera di Elisa Amoruso, s’intitola Sirley ed è uscito per Fandango, che distribuisce anche il film. Non solo, Rai Cinema contribuisce e il Ministero della cultura – udite! udite! – ritiene un simile film degno di un sostegno economico. Abbiamo fatto Bingo. Criticare Maledetta primavera è come sparare sulla Croce Rossa, ché la sua bruttezza cosmica fa quasi tenerezza. La trama ci porta alla metà degli anni Ottanta in una famiglia problematica composta da un padre (Morelli) e una madre (Ramazzotti) litigiosi, un fratello iracondo e Nina, la vera protagonista, una tredicenne alla ricerca di un posto nella vita. La famiglia si trasferisce in periferia perché il padre non può pagare il mutuo, Nina si trova persa in un mondo che non conosce e fa amicizia con Sirley, una ragazzina sudamericana dal carattere difficile. Alla fine l’amicizia tra adolescenti diventa qualcosa di molto vicino all’amore con tutto quel che ne consegue e che vi lascio liberi di scoprire con la (coraggiosa) visione. Tra gli attori abbiamo la Ramazzotti che interpreta se stessa, come sempre, nel solo ruolo che riesce a rendere credibile. Morelli, invece, non è a suo agio come padre trafficone e assente, sempre a bordo di auto nuove e a vendere oggetti rubati. Emma Fasano e Manon Bresch, le due ragazzine protagoniste della storia principale, invece sono molto brave, nonostante i dialoghi e la sceneggiatura. Nel grigiore del cast adulto spicca la simpatia di Claudio Bigagli nei panni di un prete, ma la sua presenza è ininfluente vista la poca consistenza del ruolo. Un film da evitare, sceneggiato male, irrisolto, con una trama che fa acqua da tutte le parti, fotografato in modo anonimo, montato a ritmi compassati, con alcuni errori anche sui costumi e sugli oggetti anni Ottanta (un tavolo, per esempio, non pare di quel periodo). Celluloide sprecata, anche se oggi si gira in digitale. Fernando di Leo avrebbe detto che in casi simili non si girano film, s’imbrattano pellicole. Purtroppo, anche se la pellicola è fuori moda. Trovate Maledetta primavera su Rai Play, se proprio volete farvi del male.

Regia: Elisa Amoruso. Soggetto: Elisa Amoruso (dal romanzo Sirley), Sceneggiatura: Elisa Amoruso, Paola Randi, Eleonora Cimpanelli. Fotografia: Martina Cocco. Montaggio: Chiara Griziotti. Musiche: Riccardo Sinigallia. Scenografia: Giada Esposito. Costumi: Gaia Calderone. Durata: 94’. Genere: Drammatico. Paese di Produzione: Italia, 2020. Produttore: Angelo Barbagallo. Case di Produzione: BiBi Film, Rai Cinema. Distribuzione (italia): BiM Distribuzione, Fandango. Interpreti: Micaela Ramazzotti (Laura), Giampaolo Morelli (Enzo), Emma Fasano (Nina), Federico Ielapi (Lorenzo), Manon Bresch (Sirley), Fabrizia Sacchi (Nadia), Orietta Notari (suor Caterina), Clara Galante (suor Maria), Sara Franchetti (nonna Adriana), Massimo Cagnina (Cicala), Eliana Miglio (Alba), Claudio Bigagli (prete).

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