“Monica”, un’indagine accurata nella mente della protagonista

Articolo di Gordiano Lupi

I talenti migliori li facciamo scappare, ormai è un dato di fatto, ché Andrea Pallaoro è un esempio lampante, nato a Trento nel 1982, vive a Los Angels, città della California dove ha studiato cinema e ha realizzato alcune ispirate pellicole, non molte, visto che gira un film quando ha qualcosa da dire, come dovrebbero fare anche i registi rimasti in patria, non sempre i migliori. Medeas (2013) è il debutto nel lungometraggio, seguono Hanna (2017) e Monica (2022), tre storie di donne coinvolgenti e sofferte, ispirate al mito e alla realtà contemporanea. Abbiamo visto Monica, pellicola dai tempi molto dilatati (113’), girata in primissimo piano partendo dal volto della protagonista (Trace Lysette), interprete di una trans che dopo una lunga assenza torna in famiglia per occuparsi della madre malata. Tutta la storia si sviluppa per introspezione, è un’indagine accurata nella mente della protagonista che cerca di farsi accettare da una madre che non ha mai capito la decisione di diventare donna. La sceneggiatura è ben scritta dal regista in collaborazione con Orlando Tirado, non ci sono parti irrisolte, tutti i fili della trama si sciolgono in un finale aperto. Monica a un certo punto sembra arrendersi perché ricorda la non comprensione materna, ma dopo una breve fuga torna sui suoi passi e confida in un abbraccio filiale tutto quel che non è mai stata capace di dire. Trace Lysette è molto a suo agio nei panni di una donna trans, ruolo che fa parte della sua vita, protagonista assoluta di una pellicola che regge su solide spalle da attrice. Il regista è capace di evoluzioni artistiche non da poco, passando dal piano sequenza al primo piano, con inquadrature originali (si veda un dialogo tra Monica che sta partendo e il fratello ripreso dall’interno dell’auto) e momenti di assoluta poesia alternati a credibili parti erotiche e tristi momenti di abbandono. Girato in California, dove vive il regista, recitato in inglese, anche perché gli attori sono tutti nordamericani. Presentato nel 2022 alla 79° Mostra del Cinema di Venezia, vincitore nel 2023 a Castiglioncello del Premio Suso Cecchi D’Amico per la sceneggiatura. Visto su Rai 5 senza pubblicità e disponibile su Rai Play. Visione consigliata per coloro che amano il cinema introspettivo e cercano storie che fanno riflettere. A mio parere il solo difetto sta nei tempi troppo dilatati, ma non si tratta di un errore da parte di un regista che conosce molto bene la tecnica, quanto di una precisa volontà artistica. “Il cinema non deve dare risposte ma porre domande”, dice Pallaoro. Monica adempie al suo compito.

Regia: Andrea Pallaoro. Soggetto e Sceneggiatura: Andrea Pallaoro, Orlando Tirado. Fotografia: Katelin Arizmendi. Montaggio: Paola Freddi. Casa di Produzione: Rai Cinema. Distribuzione (Italia): Arthouse. Durata: 113’. Paesi di Produzione: Stati Uniti, Italia, 2022. Lingua Originale: Inglese. Interpreti: Trace Lysette (Monica), Patricia Clarkson (Eugenia), Emily Browning (Laura), Joshua Close (Paul), Adriana Barraza (Leticia), Graham Caldwell (Brody).

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